ISTAT è già pronta per il workspace del futuro

Grazie a Citrix, l’Istituto Nazionale di Statistica abilita il remote working per oltre 2.000 dipendenti in brevissimo tempo e rende più efficienti tutte le attività di ricerca.

Nato nel 1926, l’Istituto Nazionale di Statistica è un ente di ricerca pubblico e autonomo il cui scopo è servire la collettività elaborando e diffondendo studi statistici ricerca volti a indirizzare il decisore politico nelle sue scelte.

Negli ultimi anni, ISTAT ha realizzato un importante percorso di trasformazione digitale, passando, grazie alla tecnologia, dalla realizzazione di un censimento decennale della popolazione a un’analisi continua della società italiana in tutti i suoi aspetti, un cambiamento epocale reso possibile anche grazie alla nuova infrastruttura IT.

Gli oltre 2.000 dipendenti e i 14.000 collaboratori sul territorio possono contare su piattaforme innovative di rilevazione e analisi, che permettono di studiare a fondo diversi fenomeni sociali ed economici. Oggi, grazie Citrix Workspace, i rilevatori sono dotati ad esempio di una piattaforma sicura ed efficace per condurre in mobilità, con i loro tablet, le interviste.

Quando è arrivato il lock-down causato dalla pandemia da coronavirus, ISTAT aveva già implementato, grazie alla tecnologia Citrix, lo remote working per circa 500 utenti. L’emergenza, però, richiedeva di dotare tutta la forza lavoro di strumenti flessibili per garantire l’operatività dell’ente.

“Abbiamo conosciuto Citrix nel 2003”, racconta Mario Magarò, Head of Middleware Management di ISTAT, “e nel corso degli anni abbiamo sviluppato insieme soluzioni sempre più innovative di telelavoro prima e virtual desktop poi. È stato quindi naturale, allo scattare dell’emergenza, affidarsi a Citrix per consentire alla nostra organizzazione di lavorare da remoto”.

Le fondamenta di Citrix permettono una reazione rapida alla crisi

Quando il Governo italiano, a marzo 2020, dichiara il lock-down, tutte le organizzazioni sono chiamate a reagire tempestivamente per assicurare la salute dei propri dipendenti ma anche la continuità delle operazioni. ISTAT arriva da un lungo percorso, nella direzione del remote working, e decide quindi di accelerare ulteriormente.

“Eravamo preparati al lavoro flessibile”, racconta Magarò, “anche se abbiamo dovuto realizzare in pochi giorni un programma previsto in due anni. Siamo riusciti a mettere tutti i 2.100 dipendenti in condizioni di lavorare da casa Citrix ci permesso di attivare in qualche ora 1.600 licenze, offrendo a tutti l’accesso Virtual Desktop”.

La governance centralizzata e l’accesso sicuro da remoto

“Oltre alla flessibilità e alla sicurezza, che ci hanno consentito di continuare a erogare informazioni vitali per il nostro Paese durante un’interruzione dell’attività come quella della pandemia”; dice Magarò, “abbiamo potuto apprezzare la tecnologia Citrix anche in termini di governance: con solo due console riusciamo a gestire centralmente un insieme di funzioni eterogenee che con altre architetture non saremmo mai riusciti a controllare con il nostro ridotto staff IT”.

Il futuro, nel private cloud, è tutto basato sul Citrix Workspace

L’emergenza Covid-19 ha accelerato la diffusione del remote working in ISTAT ma ha anche dato all’IT un ruolo strategico che prima non aveva: una “forza” che tiene insieme persone e conoscenza. “Il prossimo passo sarà quello verso il cloud privato e il workspace”, dice Massimo Fedeli, CIO di ISTAT, “e anche in questo importante e non scontato passaggio, Citrix ci affiancherà con la consueta competenza”.

Il prossimo passo sarà quello verso il cloud privato e il workspace e anche in questo importante e non scontato passaggio, Citrix ci affiancherà con la consueta competenza
Massimo Fedeli
CIO di
ISTAT

Industry

  • Public Sector

Key benefits

  • CVAD on premise ha permesso a ISTAT di avere la flessibilità per reagire al lock-down in pochi giorni, mettendo tutti i 2.100 dipendenti in remote working
  • Citrix Workspace in cloud rappresenta il futuro: un ambiente sicuro e affidabile attraverso il quale l’ente di ricerca potrà continuare a fornire indicazioni preziose alla politica italiana

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